Discussioni

Dr Ruba Salih, Je suis Charlie...ma non su Palestina-Israele. Liberta' accademica tra censure, cesure e dissenso

  • Inviato via mail il 20/02/2015

    Cari amici e colleghi,

    come alcuni di voi forse sapranno, lo scorso 16 Febbraio si sarebbe dovuto tenere a Roma, ospitato dall' Università di Roma 3, un dibattito dal titolo "Europa e Medio Oriente. Oltre gli identitarismi" con la partecipazione oltre all sottoscritta, di Ilan Pappe', Moni Ovadia, Biancamaria Scarcia Amoretti , Anna Bozzo e, gli organizzatori: gli antropologi, colleghi di Roma 3, Michela Fusaschi e Francesco Pompeo, e Luisa Morgantini di Asso-Pace.

    L'Università, sorprendendo tutti, ha ritirato il proprio patrocinio e la sala due giorni prima dell'evento, adducendo motivazioni surreali di carattere burocratico.

    Tuttavia, le ragioni vere, suggerite dai gravissimi "articoli" apparsi sul sito di Informazionecorretta pare abbiano a che vedere con le forti pressioni esercitate dalla comunità ebraica che riteneva non opportuno (addirittura offensivo la sensibilità pubblica) un dibattito simile in una sala che si trova in prossimità del "ghetto".(sic). A queste pressioni se ne sono aggiunte altre che vanno direzioni simili.

    Fortunatamente, il dibattito si e' potuto svolgere con grande successo in un altra sala, ma riteniamo che questo tipo di interferenze sulla libertà accademica siano da denunciare e divulgare.

    Entro breve, manderemo una lettera aperta iniziata da Ilan Pappe', che spero voi vorrete contribuire a diffondere e a sottoscrivere.

    Intanto, dietro sollecitazione di amici e colleghi ho trascritto e ampliato il mio breve intervento, che tratta appunto di libertà di pensiero, ruolo degli accademici, censure, silenzi ed altro, che trovate in allegato.

    Un caro saluto

    Ruba

    Dr Ruba Salih
    Reader in Gender Studies
    http://www.soas.ac.uk/staff/staff61034.php
    SOAS, University of London
    Thornhaugh Street, Russell Square
    London WC1H 0XG, UK
    tel: ++44(0)2078984245
    fax: ++44(0)2078984399
    email: ruba.salih@soas.ac.uk
    Room 471

    File allegato

D. P. Gregg, Time for U.S. to ban use of torture

  • STORY HIGHLIGHTS:
    U.S. can no longer assert that we do not torture our enemies, argues Donald Gregg;
    CIA should make public any evaluations it might have about effectiveness of torture, Gregg says;
    Gregg: Use of torture by U.S. puts captured Americans in even greater danger
    Leggere l'articolo

G. Gallo, "La crisi ucraina: empatia e dinamiche di guerra"

  • Leggendo gli articoli sulla crisi in Ucraina, colpiscono i riferimenti all'inizio della seconda guerra mondiale. "Rischiamo di ripetere gli errori fatti a Monaco nel '38" avrebbe detto il premier inglese Cameron agli altri leader europei, invitandoli a non cercare di placare Putin come era stato fatto con Hitler da Chamberlain. Si tratta in realtà di riferimenti del tutto incongrui. Incongrui perché la Russia di Putin non ha, fatte le debite proporzioni, la forza militare che aveva il Terzo Reich nell'Europa del 1938, ma soprattutto perché, malgrado ciò che si vuole far credere, la Russia non è un paese in fase di espansione geopolitica. Semmai è stata la NATO che dopo il crollo del muro di Berlino si è andata progressivamente espandendo. In un interessante saggio pubblicato sull'ultimo numero di Foreign Affairs, Mary Elise Sarotte, storica dell'University of Southern California ... Leggere l'articolo

Tortura: il caso Jones e altri contro il Regno Unito

La guerra alla Libia